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Differenza tra RSA e RSD: anziani e persone con disabilità

Differenza tra RSA e RSD: anziani e persone con disabilità

In breve: la RSA accoglie persone anziane non autosufficienti. La RSD (residenza sanitaria per disabili, o sanitario-assistenziale per persone con disabilità) accoglie adulti con disabilità che non possono restare a casa. Sono due percorsi diversi anche per la legge: i livelli essenziali di assistenza (LEA) li regolano in due articoli diversi, con quote a carico del Servizio sanitario diverse.

I nomi cambiano da Regione a Regione. Qui trovi le regole nazionali e due esempi regionali verificati.

Cosa dice la norma nazionale

Il DPCM 12 gennaio 2017 sui LEA prevede l'assistenza residenziale e semiresidenziale in vari articoli. Il Ministero della Salute li elenca per categoria di persone: non autosufficienti, con disabilità, con disturbi mentali, in fase terminale, con dipendenze e altre. Per entrambe le strutture serve prima una valutazione multidimensionale (come funziona).

Anziani non autosufficienti: art. 30 (RSA)

L'art. 30 riguarda le persone non autosufficienti. Prevede:

  • trattamenti estensivi, di norma non oltre 60 giorni, a carico del Servizio sanitario nazionale;
  • trattamenti di lungoassistenza, a carico del Servizio sanitario per il 50% della tariffa giornaliera.

L'articolo parla di "persone non autosufficienti" e non fissa un'età. In pratica queste strutture sono quelle per anziani, ma il limite di età lo decide la Regione (il Piemonte, per esempio, descrive le RSA come destinate a persone non autosufficienti ultrasessantacinquenni). Approfondimento: quota sanitaria RSA.

Persone con disabilità: art. 34 (RSD)

L'art. 34 riguarda le persone "di ogni età" con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Il Servizio sanitario garantisce trattamenti riabilitativi, previa valutazione multidimensionale, presa in carico e un progetto riabilitativo individuale. Le tipologie residenziali sono tre:

Trattamento Cosa prevede Quota SSN
Riabilitazione intensiva Almeno 3 ore al giorno di intervento riabilitativo; di norma non oltre 45 giorni 100%
Riabilitazione estensiva Almeno 1 ora al giorno; di norma non oltre 60 giorni 100%
Socio-riabilitativo, gravità elevata Recupero e mantenimento delle abilità residue, con assistenza e tutela 70% della tariffa giornaliera
Socio-riabilitativo, gravità moderata Come sopra, con minore impegno assistenziale 40% della tariffa giornaliera

Per il semiresidenziale (centri diurni per disabili) l'articolo indica: estensivo al 100%, socio-riabilitativo al 70%.

La quota del Servizio sanitario dipende quindi dal modulo in cui la persona è inserita, non dal 50% dell'art. 30 previsto per gli anziani. La suddivisione tra i moduli la fa la valutazione, e le tariffe le fissano le Regioni.

Chi accede

RSA RSD
Per chi Persone non autosufficienti, in pratica anziani Persone con disabilità fisiche, psichiche o sensoriali
Norma LEA Art. 30 Art. 34
Valutazione Multidimensionale (UVM/UVG/UVMD) Multidimensionale, con progetto riabilitativo individuale
Età La fissa la Regione La fissa la Regione

Due esempi:

  • Lombardia. L'ATS Milano descrive le RSD come strutture di lungodegenza per persone con disabilità congenita o acquisita, di età adulta mediamente tra i 18 e i 65 anni, parzialmente o totalmente non autosufficienti, non assistibili a domicilio, accreditate dalla Regione. L'ATS Brianza aggiunge che si possono accogliere, con autorizzazione dell'ATS, anche minori di 18 anni in situazioni particolari. L'ingresso può essere promosso dal servizio sociale del Comune oppure chiedendo direttamente alla struttura.
  • Emilia-Romagna. Le case residenza per anziani non autosufficienti possono avere nuclei per adulti con gravissima disabilità acquisita (gravi cerebrolesioni, mielolesioni, malattie neurologiche in fase avanzata). Per questi adulti il riferimento è l'Unità di valutazione multidimensionale dell'Azienda Usl di residenza, non l'Unità di valutazione geriatrica.

Se la persona è anziana e ha una disabilità, non c'è una regola unica per tutta Italia su quale struttura sia più adatta. Lo decide la valutazione dell'ASL: chiedi lì.

Chi paga

Il Ministero della Salute spiega che il Servizio sanitario si fa carico solo delle prestazioni sanitarie. Le spese non sanitarie e alberghiere (vitto, pulizia, svago) sono a carico dell'assistito o, in caso di difficoltà economica, del Comune di residenza.

Per la RSD lombarda l'ATS Brianza scrive che la frequenza può prevedere un costo a carico del cittadino, da chiedere alla struttura o da leggere nella sua carta dei servizi. Non abbiamo trovato cifre ufficiali valide per tutte le RSD: la retta dipende dalla Regione, dal modulo assistenziale e dalla struttura.

Per la parte a carico della persona conta l'ISEE, che per le prestazioni sociosanitarie residenziali segue regole particolari (ISEE sociosanitario RSA). Sull'obbligo dei familiari di contribuire c'è obbligo dei figli di pagare la RSA. Sui contributi che la persona può avere a parte: indennità di accompagnamento e RSA.

Come sapere se una struttura è una RSA o una RSD

L'insegna non basta: in una Regione due strutture con lo stesso nome possono servire persone diverse. Chiedi:

  • A quale tipo di utenza è autorizzata e accreditata la struttura?
  • Ha un contratto con l'ASL, e per quanti posti? (accreditata e convenzionata)
  • Quale modulo o livello assistenziale vale per la persona, e quindi quale quota paga il Servizio sanitario?
  • C'è un limite di età per l'ingresso e per la permanenza?

Nel nostro elenco di 2.715 strutture la categoria è quella indicata da Google, non una classificazione ufficiale, e non distingue in modo affidabile le RSD: non ricaviamo quindi dati nostri su questo tema. Per la differenza con altre strutture: RSA, casa di riposo, casa famiglia.

Fonti

  • DPCM 12 gennaio 2017, artt. 30 e 34, Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/18/17A02015/sg (consultato il 28/9/2026; testo degli articoli letto su https://www.medicoeleggi.com/argomenti000/italia2017/409077-34.htm e https://www.medicoeleggi.com/argomenti000/italia2017/409077-30.htm)
  • Ministero della Salute, Assistenza sociosanitaria di tipo residenziale e semiresidenziale: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/livelli-essenziali-di-assistenza/assistenza-residenziale (consultato il 28/9/2026)
  • ATS Milano, RSD: https://www.ats-milano.it/ats/carta-servizi/guida-servizi/assistenza-sociosanitaria/strutture-sociosanitarie/rsd (consultato il 28/9/2026)
  • ATS Brianza, Residenze Sanitario-assistenziali per persone con Disabilità (RSD): https://www.ats-brianza.it/search-results/148-servizi-ai-cittadini/3663-residenze-sanitario-assistenziali-per-persone-con-disabilita-rsd (consultato il 28/9/2026)
  • Regione Emilia-Romagna, Casa-residenza per anziani non autosufficienti: https://salute.regione.emilia-romagna.it/socio-sanitaria/assistenza-in-strutture-residenziali/casa-residenza-per-anziani-non-autosufficienti-ex-rsa-casa-protetta (consultato il 28/9/2026)
  • Regione Piemonte, Interventi socio sanitari per anziani: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/diritti-politiche-sociali/politiche-sociali/anziani/interventi-socio-sanitari-per-anziani (consultato il 28/9/2026)

Domande frequenti

Una persona con disabilità sotto i 65 anni può entrare in RSA?

Dipende dalle regole della Regione e dalla valutazione. Il Piemonte descrive le RSA per ultrasessantacinquenni; in Lombardia le RSD accolgono di norma persone tra 18 e 65 anni. Chiedi all'ASL quale struttura sia indicata.

La RSD è gratuita?

No. Il Servizio sanitario paga una quota (dal 40% al 100% della tariffa nei trattamenti dell'art. 34, secondo il tipo di trattamento); il resto è a carico della persona o, se non ha mezzi, del Comune.

Quando compiono 65 anni bisogna cambiare struttura?

Non abbiamo una regola nazionale verificata. La Lombardia indica per le RSD un'età "mediamente compresa" tra 18 e 65 anni, il che non è un obbligo di uscire. Chiedi alla struttura e all'ASL come funziona il passaggio.

Le informazioni in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario.

CR

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