Nessuna legge che abbiamo trovato dice che i figli devono pagare la retta della RSA in quanto tale. Ci sono però due strade che possono portare a pagare: l'obbligo degli alimenti, se il genitore è in stato di bisogno, e un impegno di pagamento firmato con la struttura. La seconda è la più frequente, ed è quella da leggere con più attenzione prima di firmare.
Non è una consulenza legale. Se avete un caso concreto, sentite un avvocato o un servizio di tutela dei consumatori.
1. Gli alimenti (art. 433 e seguenti del codice civile)
L'articolo 433 elenca chi è tenuto agli alimenti, in quest'ordine: il coniuge, poi i figli (e, in loro mancanza, i discendenti prossimi), poi i genitori e altri parenti. Le regole dell'articolo 438:
- possono essere chiesti solo da chi è in stato di bisogno e non riesce a mantenersi;
- si stabiliscono in proporzione al bisogno di chi li chiede e alle condizioni economiche di chi deve darli;
- non devono superare quanto è necessario per la vita di chi li riceve.
Se ci sono più figli, l'articolo 441 dice che contribuiscono tutti, ciascuno in proporzione alle proprie condizioni economiche. Se non si mettono d'accordo su misura e modo, decide il giudice.
Cosa ne segue, in concreto:
- Gli alimenti non coincidono con la retta. Sono una somma calibrata sulle possibilità del figlio e sul bisogno del genitore.
- Un figlio con poche risorse o con una famiglia da mantenere non deve dare quello che non ha.
- Se gli obbligati non sono d'accordo sulla misura, provvede l'autorità giudiziaria (art. 441): non risulta dalle norme che abbiamo letto che la RSA possa fissare da sola quanto dovete.
2. L'integrazione del Comune e l'ISEE
Quando pensione e risparmi non bastano per la parte alberghiera, la legge 328/2000 (art. 6, comma 4) prevede che il Comune di residenza dell'anziano prima del ricovero, se informato prima, si faccia carico dell'eventuale integrazione. Quanto, lo decide il regolamento comunale sulla base dell'ISEE.
L'ISEE sociosanitario residenziale ha una particolarità che genera equivoci: i figli non conviventi e non a carico non sono nel nucleo dell'anziano, ma il loro reddito e patrimonio entrano nel calcolo come "componente aggiuntiva" (DPCM 159/2013, art. 6, comma 3). È un elemento di calcolo, non un ordine di pagamento. Ma può ridurre l'aiuto del Comune. La componente non si applica se è stata accertata l'estraneità del figlio (giudice o servizio sociale) o in altri casi previsti dalla norma. Dettagli nella guida all'ISEE sociosanitario.
I Comuni non sono liberi di inventare qualsiasi criterio: il Consiglio di Stato (sez. III, 10 dicembre 2020, n. 7850, pubblicata sul sito della giustizia amministrativa) ha ritenuto illegittimo un regolamento comunale che affiancava all'ISEE un criterio economico aggiuntivo, richiamando l'art. 2 del DPCM 159/2013 sull'ISEE come livello essenziale delle prestazioni. Il caso riguardava servizi per persone con disabilità, non le RSA: lo citiamo per il principio, non come sentenza sulle rette. Un regolamento del vostro Comune va letto nel testo, e se sembra in contrasto con l'ISEE conviene sentire un legale o un'associazione.
3. La firma sul contratto: il punto più delicato
Molte strutture chiedono a un familiare di firmare il contratto di ingresso o un impegno a pagare la retta, magari come "garante" o "obbligato in solido". Non è una norma di legge: è un contratto, e vincola chi firma. Se non pagate, la struttura può rivolgersi a voi.
Il quadro giuridico è in movimento. La Cassazione (sez. III civile, ordinanza 17 ottobre 2024, n. 26943) ha affermato che le prestazioni socioassistenziali inscindibilmente connesse a quelle sanitarie sono a carico del Servizio sanitario e gratuite per l'utente, e che di conseguenza può essere nullo un impegno al pagamento della retta. Il caso riguardava una persona con Alzheimer. Non significa che ogni impegno sia nullo: dipende da cosa risulta dalla documentazione clinica e da come la struttura eroga le cure. Chi ha già pagato o ricevuto una richiesta importante dovrebbe farlo valutare da un legale con i documenti in mano.
Prima di firmare:
- Leggete il testo, non solo il modulo di ammissione: retta, servizi inclusi, extra, aumenti, disdetta. La carta dei servizi va chiesta in copia.
- Guardate in che veste firmate. "Referente" per le comunicazioni non è la stessa cosa di "garante" o "obbligato in solido". Chiedete che sia scritto con chiarezza.
- Non firmate sotto pressione. Se vi dicono che senza firma il posto salta, chiedete di poter portare il testo a un avvocato o a un'associazione di consumatori.
- Conservate tutto: contratto, ricevute, carta dei servizi, referti.
Se non ci si trova d'accordo tra fratelli
Il codice prevede che contribuiscano tutti i figli, ciascuno in proporzione alle proprie condizioni (art. 441). Per la parte pratica e relazionale: fratelli che non aiutano il genitore.
Cosa fare in pratica
- Verificate se il genitore ha diritto alla quota sanitaria: quota sanitaria RSA.
- Chiedete al Comune di residenza del genitore le regole per l'integrazione, prima del ricovero, e informatelo formalmente.
- Confrontate le opzioni di pagamento in come pagare la retta della RSA.
- Per stimare i costi nella vostra provincia, usate /calcola-costi. Nelle schede di cercaRSA la retta mensile dichiarata (292 strutture con retta indicata) ha una mediana di 2.100 euro, con metà dei casi tra 1.500 e 2.810 euro: è un dato indicato dalle strutture, non una statistica ufficiale.
Fonti
- Codice civile, artt. 433, 438, 441 (testo riportato da Brocardi.it, non da fonte istituzionale): https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-xiii/art433.html, .../art438.html, .../art441.html, consultato il 28/9/2026.
- Legge 328/2000, art. 6, comma 4, Normattiva: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-08;328~art6, consultato il 28/9/2026.
- DPCM 159/2013, art. 6, Normattiva: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.consiglio.ministri:decreto:2013-12-05;159~art6, consultato il 28/9/2026.
- Consiglio di Stato, sez. III, 10/12/2020 n. 7850, sintesi sul sito della giustizia amministrativa: https://www.giustizia-amministrativa.it/en/-/individuazione-della-compartecipazione-degli-utenti-dei-progetti-a-favore-dei-disabili, consultato il 28/9/2026.
- Cassazione civile, sez. III, ord. 17/10/2024 n. 26943 (sintesi Biodiritto): https://www.biodiritto.org/Biolaw-pedia/Giurisprudenza/Corte-di-Cassazione-sez.-III-civ.-ord.-n.-26943-2024-Morbo-di-Alzheimer-e-gratuita-delle-prestazioni-assistenziali, consultato il 28/9/2026.
- Dati cercaRSA, pagina /calcola-costi, estrazione del 28/9/2026.


