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Centro diurno o RSA: come scegliere per un genitore anziano

Centro diurno o RSA: come scegliere per un genitore anziano

In breve: il centro diurno accoglie la persona durante il giorno e la sera torna a casa. La RSA la accoglie giorno e notte. Il centro diurno ha senso se a casa c'è qualcuno la sera e la notte; la RSA quando l'assistenza continua a casa non è più possibile. La scelta non spetta alla famiglia da sola: la indica la valutazione multidimensionale dell'ASL.

Qui trovi come le norme distinguono i due servizi, chi paga e le domande da farsi. Cosa si fa in un centro diurno è già spiegato in centro diurno per anziani.

Cosa dicono i LEA

Il DPCM 12 gennaio 2017 sui livelli essenziali di assistenza, art. 30, prevede due regimi per le persone non autosufficienti.

  • Residenziale (RSA). Il Servizio sanitario garantisce trattamenti estensivi, con elevata tutela sanitaria e presenza infermieristica sulle 24 ore, e trattamenti di lungoassistenza. Questi ultimi sono a carico del Servizio sanitario per il 50% della tariffa giornaliera.
  • Semiresidenziale (centro diurno). Il Servizio sanitario garantisce trattamenti di lungoassistenza, recupero, mantenimento funzionale e riorientamento, compresi interventi di sollievo, a persone non autosufficienti con bassa necessità di tutela sanitaria. Anche qui la quota a carico del Servizio sanitario è il 50% della tariffa giornaliera.

Il Ministero della Salute aggiunge che in entrambi i casi l'accesso passa dalla valutazione multidimensionale, e che i criteri di accesso e la compartecipazione alla spesa si chiedono alla ASL. Nella formula del decreto il centro diurno è quindi per chi ha un bisogno sanitario contenuto, non per chi richiede cure continue. Come funziona la valutazione: UVM.

Quando può bastare il centro diurno

Le Regioni descrivono il servizio così:

  • Piemonte: i centri diurni sono per anziani parzialmente non autosufficienti. Gli obiettivi indicati sono tutelare la salute, favorire la permanenza a domicilio, dare un supporto concreto alla famiglia e mantenere le capacità residue. Ci sono anche centri diurni dedicati a chi ha Alzheimer o altra demenza con diagnosi accertata.
  • Veneto: il servizio garantisce all'anziano la permanenza nel proprio ambiente familiare e riduce l'onere assistenziale delle famiglie.
  • Emilia-Romagna: i centri diurni accolgono persone che vivono in famiglia, con programmi individuali di riabilitazione e socializzazione.

Quando si pensa alla RSA

La Regione Lombardia lo dice con una formula chiara: ci si rivolge alla RSA quando l'anziano ha difficoltà a vivere nella propria abitazione e le cure di altri servizi, tra cui l'ADI, il Centro Diurno Integrato e l'assistenza domiciliare comunale, non bastano più. Il Piemonte descrive la RSA come risposta ai bisogni sanitari e assistenziali di anziani non autosufficienti che non possono essere assistiti a domicilio.

Domande utili per orientarsi

Non sono criteri di legge, sono domande pratiche. Non sostituiscono il parere del medico e della valutazione dell'ASL.

Sulla persona

  • Di notte e nei fine settimana c'è qualcuno in casa che può intervenire?
  • Ha bisogno di assistenza sanitaria continua (infermieri, cure quotidiane) o di sorveglianza costante? Il medico che la segue può dire cosa serve.
  • Riesce a seguire attività di gruppo e a spostarsi ogni giorno?

Sulla famiglia

  • Chi accompagna la persona al centro e la riporta a casa, e a che ora? Chiedi ai centri come funzionano orari e trasporto: variano da struttura a struttura.
  • Quanto reggono i familiari che se ne occupano?
  • Se la situazione peggiora, esiste un piano? Un ricovero temporaneo può aiutare a capire: ricovero temporaneo in RSA.

Sui servizi della zona

  • Ci sono posti liberi o liste d'attesa, sia al centro diurno sia in RSA? (lista d'attesa RSA)
  • Il centro diurno fa parte di una RSA (come i CDI piemontesi) o è autonomo? Nel primo caso può essere più semplice l'eventuale passaggio.

Il Piemonte prevede anche la "RSA aperta": prestazioni a domicilio per anziani idonei alla RSA le cui condizioni consentono di rimandare l'ingresso. Non sappiamo se esista in altre Regioni: chiedi all'ASL.

Chi paga

Per il centro diurno, come per la RSA, il Servizio sanitario paga la sua quota; il resto spetta alla persona o, in caso di difficoltà, al Comune (lo dice il Ministero).

Un esempio regionale: il Piemonte indica per i centri diurni una retta fissata dal piano tariffario regionale, ripartita per il 50% a carico dell'ASL e per il 50% a carico dell'anziano. Se il reddito non basta, interviene il Comune. Per i centri diurni per persone con demenza la Regione segnala che le percentuali di partecipazione della delibera del 2013 sono state sospese con una delibera successiva: chiedi come si applicano oggi.

Non abbiamo trovato cifre ufficiali valide per tutto il Paese sul costo di un centro diurno, e per questo non ne riportiamo. Chiedile ai centri della tua zona e leggi la loro carta dei servizi (carta dei servizi RSA). Per la RSA il calcolatore mostra le rette dichiarate per provincia: calcolatore dei costi.

Come si accede

Cambia per Regione, ma di norma si parte dal medico di famiglia o dai servizi sociali.

  • Emilia-Romagna: per gli anziani serve la valutazione dell'Unità di valutazione geriatrica del Distretto. Per il primo contatto ci si rivolge all'assistente sociale del Comune o al Servizio assistenza anziani.
  • Piemonte: la domanda di valutazione va all'Unità di Valutazione Geriatrica dell'ASL. Tra i documenti: impegnativa del medico di famiglia, scheda informativa sanitaria e richiesta di ISEE.
  • Veneto: l'accesso si chiede al Distretto Socio-Sanitario dell'ULSS o al Comune competente.

Un unico percorso può portare a più esiti: la valutazione può indicare centro diurno, assistenza a casa o RSA. Non serve scegliere prima: la valutazione dell'ASL vale come punto di partenza. Vedi anche come funziona il ricovero in RSA.

Fonti

  • DPCM 12 gennaio 2017, art. 30, Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/18/17A02015/sg (consultato il 28/9/2026; testo letto su https://www.medicoeleggi.com/argomenti000/italia2017/409077-30.htm)
  • Ministero della Salute, Assistenza sociosanitaria di tipo residenziale e semiresidenziale: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/livelli-essenziali-di-assistenza/assistenza-residenziale (consultato il 28/9/2026)
  • Regione Piemonte, Interventi socio sanitari per anziani: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/diritti-politiche-sociali/politiche-sociali/anziani/interventi-socio-sanitari-per-anziani (consultato il 28/9/2026)
  • Regione del Veneto, Anziani (servizi semiresidenziali): https://www.regione.veneto.it/web/rete-degli-urp-del-veneto/anziani (consultato il 28/9/2026)
  • Regione Emilia-Romagna, Centri diurni: https://salute.regione.emilia-romagna.it/socio-sanitaria/assistenza-in-strutture-residenziali/centri-diurni (consultato il 28/9/2026)
  • Regione Lombardia, Residenze Sanitarie Assistenziali - RSA: https://www.regione.lombardia.it/sanita/strutture-sanitarie-e-sociosanitarie/residenze-sanitarie-assistenziali-rsa (consultato il 28/9/2026)

Domande frequenti

Il centro diurno può essere un primo passo verso la RSA?

Può esserlo, ma non è obbligatorio. Il Piemonte, per esempio, ha centri diurni interni alle RSA (i CDI). Se le condizioni cambiano, la persona va rivalutata dall'ASL.

Si può usare il centro diurno solo alcuni giorni?

Dipende dal centro e dalla Regione. Chiedi alla struttura quali formule offre: non abbiamo una regola verificata.

Serve l'ISEE?

In Piemonte tra i documenti per la valutazione c'è la richiesta di ISEE. Altrove dipende dalla Regione e dal Comune.

Le informazioni in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario.

CR

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Redazione cercaRSA

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