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Quanto paga il Comune per la RSA? Integrazione retta e domanda

Quanto paga il Comune per la RSA? Integrazione retta e domanda

Non c'è una cifra nazionale: il Comune paga la differenza tra la retta e ciò che l'ospite può mettere di suo, e come si calcola lo decide il regolamento di ogni Comune. La legge dice solo che il Comune di residenza prima del ricovero, se informato prima, "assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica". Per questo la domanda va fatta prima dell'ingresso in struttura, al servizio sociale del Comune.

Cosa dice la legge

L'articolo 6, comma 4, della legge 328/2000 stabilisce che, per le persone per cui serve il ricovero stabile in una struttura residenziale, il Comune dove hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica. Non indica importi né soglie.

Le soglie e i criteri li fissano i Comuni con i loro regolamenti, di solito sulla base dell'ISEE. Il DPCM 159/2013 (art. 2) definisce l'ISEE come lo strumento per stabilire l'accesso alle prestazioni sociali agevolate e il livello di compartecipazione. Per il ricovero in RSA si usa l'ISEE sociosanitario residenziale (art. 6), che ha regole proprie sui figli: ISEE sociosanitario per la RSA.

Il Comune interviene sulla parte alberghiera della retta. La parte sanitaria, dove c'è, è a carico del Servizio sanitario: quota sanitaria RSA.

Come si fa domanda

I passaggi sono simili quasi ovunque, ma i moduli e gli uffici cambiano.

  1. Rivolgetevi al servizio sociale del Comune di residenza dell'anziano, prima dell'ingresso. È il Comune "previamente informato" della legge. Se la persona ha cambiato residenza per entrare in una struttura, conta quella precedente al ricovero.
  2. Fate l'ISEE sociosanitario residenziale. Si presenta la DSU al CAF o all'INPS. Dite che serve per una struttura residenziale, altrimenti la componente sui figli non viene calcolata.
  3. Presentate la domanda con i documenti richiesti dal regolamento. Nei testi che abbiamo letto compaiono di solito l'ISEE, i dati su redditi e patrimonio dell'ospite, il verbale di invalidità se c'è e una certificazione sanitaria o la valutazione dell'ASL. La domanda può essere firmata dall'interessato, da un familiare o dall'amministratore di sostegno. Chi può firmare varia da Comune a Comune.
  4. Aspettate la risposta scritta. Due dei tre regolamenti che citiamo qui fissano 30 giorni dalla domanda, con sospensione se mancano documenti.
  5. Rinnovate ogni anno. L'aiuto dura quanto l'ISEE: se non lo aggiornate alla scadenza, il contributo non viene rinnovato (è scritto in uno dei regolamenti citati sotto).

Regola pratica: non firmate impegni di pagamento con la struttura e non fate entrare l'anziano senza aver parlato con il Comune, se pensate di chiedere l'integrazione. Perché la legge parla di Comune "previamente informato" e, in uno dei regolamenti citati, l'integrazione parte dalla domanda, non dall'ingresso.

Tre regolamenti reali a confronto

Sono tre esempi presi dai siti dei Comuni, non un campione. Mostrano quanto le regole possano cambiare. Ogni Comune decide: il regolamento del vostro può essere molto diverso, e va chiesto per intero al servizio sociale. Non abbiamo verificato se i testi sono ancora quelli in vigore oggi: l'anno di approvazione è indicato dove risulta.

Unione dei Comuni del Sorbara (Modena, Emilia-Romagna)

Regolamento per l'accesso ai servizi residenziali per anziani e i criteri di contribuzione. Cosa dice, con i suoi numeri:

  • L'aiuto riguarda solo le case residenza accreditate. Non è prevista l'integrazione per le strutture non accreditate scelte dalla famiglia, tranne che per l'accoglienza temporanea di emergenza.
  • Serve un ISEE sociosanitario residenziale "uguale o inferiore alla soglia determinata con atto di Giunta". Il regolamento non riporta la cifra: cambia con delibera e viene rivalutata secondo l'ISTAT.
  • Il contributo è la differenza tra la retta e la quota a carico dell'ospite, formata da tutti i suoi proventi al netto di una quota personale pari al 25% del trattamento minimo INPS. Con il minimo 2026 di 611,85 euro sono circa 153 euro al mese (calcolo nostro).
  • Il patrimonio mobiliare dell'ospite concorre alla retta: il contributo arriva solo dopo che è esaurito, salvo una franchigia stabilita dalla Giunta.
  • Chi possiede immobili deve individuare una soluzione (cessione di diritti, vendita o affitto) per pagare la retta.
  • Se l'ospite non ha già l'indennità di accompagnamento, entro 60 giorni dalla domanda va chiesto il riconoscimento dell'invalidità civile, pena la sospensione del contributo.
  • Il procedimento deve concludersi entro 30 giorni dalla domanda.

Palazzolo Acreide (Siracusa, Sicilia)

Regolamento per l'integrazione delle rette di ricovero in strutture per anziani e disabili, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 29 del 28 aprile 2014. Qui il quadro è più rigido:

  • L'intervento vale solo per le rette di strutture accreditate dalla Regione.
  • Quota mensile per le spese personali: 200 euro, aggiornabile dalla Giunta.
  • Il richiedente non deve essere titolare di valori mobiliari, tranne una franchigia non superiore a 5.000 euro.
  • Il richiedente non deve essere proprietario di immobili, con alcune eccezioni (per esempio la casa occupata da coniuge, genitori, fratelli o figli minori).
  • Nel calcolo del reddito rientrano anche le indennità, tra cui l'indennità di accompagnamento.
  • Anche la rete familiare è chiamata a contribuire, con una tabella per fasce ISEE dei nuclei di figli (e loro famiglie) e di fratelli: fino a 5.000 euro di ISEE 0%, da 5.001 a 7.500 il 5%, e così via fino al 17,5% tra 17.501 e 20.000; oltre 20.000 euro la copertura della differenza per intero.

Su questo punto valgono le cautele della guida i figli devono pagare la RSA?: un regolamento va letto nel testo, e se sembra andare oltre le regole nazionali sull'ISEE conviene sentire un legale o un'associazione.

Mareno di Piave (Treviso, Veneto)

Regolamento per gli interventi di assistenza sociale, delibera del Consiglio comunale n. 19 del 28 aprile 2009. È un testo più vecchio, scritto prima del DPCM 159/2013. All'articolo 21 dice tra l'altro:

  • Possono chiedere l'integrazione gli ultrasessantacinquenni o i disabili in condizioni economiche tali da non coprire la retta nemmeno con l'aiuto dei parenti tenuti agli alimenti (art. 433 del codice civile), che non siano proprietari di immobili o beni finanziari.
  • L'esistenza di parenti obbligati agli alimenti e in grado di provvedere esclude, "di norma", l'integrazione.
  • Se anche con i parenti la retta non è coperta, il Comune "può" assumere l'integrazione, con apposito atto e nei limiti degli stanziamenti di bilancio.
  • All'utente resta una quota mensile per le spese personali fino a un massimo del 20% della pensione minima INPS per i dipendenti. Con il minimo 2026 sarebbero circa 122 euro (calcolo nostro).
  • Le somme di invalidità e accompagnamento liquidate anche dopo l'ingresso in RSA possono essere recuperate dal Comune fino alla concorrenza di quanto ha anticipato.

Cosa cambia tra i tre

Sorbara Palazzolo Acreide Mareno di Piave
Quota personale 25% del minimo INPS 200 € al mese fino al 20% del minimo INPS
Patrimonio mobiliare prima si esaurisce, salvo franchigia della Giunta franchigia fino a 5.000 € non deve possedere beni finanziari
Immobili vanno messi a reddito o venduti esclusi salvo eccezioni esclusi
Soglia ISEE fissata dalla Giunta non è la soglia principale: si guarda alla capacità economica non indicata nell'articolo
Familiari non citati come contributori contribuiscono in base all'ISEE se possono pagare, di norma non c'è integrazione

Tre Comuni, tre logiche. Per questo le cifre di un altro Comune non dicono nulla sul vostro.

Cosa aspettarsi in pratica

  • Il Comune guarda prima le risorse dell'ospite: pensione, indennità, risparmi e in alcuni casi immobili.
  • L'aiuto può essere parziale: copre la differenza, non tutta la retta.
  • In alcuni Comuni contano anche i familiari. Chiedete al servizio sociale come il regolamento tratta i figli.
  • Il Comune può chiedere di indicare la struttura tra quelle accreditate. Confrontate prima di scegliere: RSA pubblica o privata.
  • Non aspettate di finire i risparmi per chiedere. Se la pensione non basta, partite dal confronto: la pensione basta per pagare la RSA? e, per stimare i costi per provincia, /calcola-costi.

Fonti

  • Legge 8 novembre 2000, n. 328, art. 6, comma 4: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/00328l.htm, consultato il 28/9/2026.
  • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, artt. 2 e 6 (vedi anche la guida ISEE sociosanitario): https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2014/01/24/19/sg/pdf, consultato il 28/9/2026.
  • Unione dei Comuni del Sorbara, Regolamento per l'accesso ai servizi residenziali per anziani e definizione dei criteri di contribuzione (artt. 15 e 16): https://www.unionedelsorbara.mo.it/amministrazione/documenti-e-dati/atti-normativi/regolamenti/regolamenti-area-servizi-sociali-e-socio-sanitari/regolamento-per-laccesso-ai-servizi-residenziali-per-anziani-e-definizione-dei-criteri-di-contribuzione-per-concorrere-al-pagamento-del-servizio/file-pdf/@@download/fileprincipale/REGOLAMENTOACCESSOCRA784_8752.pdf, consultato il 28/9/2026.
  • Comune di Palazzolo Acreide, Regolamento integrazione rette di ricovero in strutture residenziali per anziani e disabili (CC n. 29 del 28/4/2014): https://www.comune.palazzoloacreide.sr.it/dam/jcr:2bcb63cd-f337-44e6-b26d-49e5ed587a68/Regolamento%20integrazione%20rette%20di%20ricovero%20in%20strutture%20residenziali%20per%20anziani%20e%20disabili.PDF, consultato il 28/9/2026.
  • Comune di Mareno di Piave, Regolamento per gli interventi di assistenza sociale e di servizio sociale professionale, art. 21 (CC n. 19 del 28/4/2009): https://www.comune.marenodipiave.tv.it/myportal/C_E940/api/content/download?id=6a3251b17301a1008b8e5f70, consultato il 28/9/2026.
  • INPS, "Pensioni 2026: i nuovi importi" (trattamento minimo 611,85 euro): https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2025.12.pensioni-2026-i-nuovi-importi-e-le-date-di-pagamento.html, consultato il 28/9/2026.

Domande frequenti

Il Comune è obbligato a pagare?

La legge 328/2000 mette in capo al Comune di residenza gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica, ma non fissa importi. Nei regolamenti l'aiuto è legato all'ISEE, alle risorse della persona e, a volte, ai fondi di bilancio.

Se ho già pagato dei mesi, posso chiedere l'integrazione indietro?

In uno dei regolamenti citati (Sorbara) l'integrazione decorre "di norma" dal primo giorno del mese successivo alla domanda. Per i mesi già trascorsi chiedete al servizio sociale: non abbiamo trovato una regola nazionale.

L'indennità di accompagnamento conta come reddito?

In due dei tre regolamenti sì, è nel calcolo o può essere recuperata dal Comune. Sul rapporto tra indennità e ricovero: [indennità di accompagnamento in RSA](/blog/indennita-accompagnamento-rsa).

Quale Comune paga, se l'anziano ha cambiato residenza?

Per la legge 328/2000 quello di residenza prima del ricovero. Uno dei regolamenti citati prevede un caso particolare per chi si avvicina a un familiare: se il Comune di provenienza è diverso, l'eventuale integrazione resta a suo carico.

Le informazioni in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario.

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