In Sintesi: La perdita di un genitore impone ai figli la gestione di adempimenti burocratici complessi, a partire dalla dichiarazione di successione da presentare all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte. Conoscere le franchigie fiscali, le aliquote applicate e i passaggi per lo sblocco dei conti correnti bancari è fondamentale per evitare sanzioni amministrative.
La scomparsa di un genitore rappresenta un momento di profondo dolore per i figli, spesso aggravato dalla necessità di dover affrontare immediatamente una serie di adempimenti burocratici e fiscali complessi. La successione ereditaria è il processo giuridico attraverso il quale i rapporti giuridici attivi e passivi del defunto vengono trasferiti ai suoi eredi. In Italia, la normativa fiscale e civile impone regole precise che, se non rispettate nei tempi previsti, possono dare luogo a pesanti sanzioni pecuniarie.
Per i figli, che rientrano nella categoria dei parenti in linea retta, la legge riserva un trattamento fiscale di favore rispetto ad altri gradi di parentela. Tuttavia, la presenza di immobili nel patrimonio ereditario, la necessità di sbloccare i conti correnti bancari del genitore e la gestione di eventuali debiti richiedono una conoscenza approfondita dei passaggi da compiere e dei costi associati alla successione nel 2026.
La dichiarazione di successione: cos'è e quando è obbligatoria
La dichiarazione di successione è un documento di natura prevalentemente fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate la composizione del patrimonio del defunto, al fine di calcolare le relative imposte.
I termini di presentazione
La dichiarazione di successione deve essere presentata obbligatoriamente entro 12 mesi dalla data del decesso (che coincide con l'apertura della successione). La mancata presentazione entro questo termine comporta l'applicazione di sanzioni che variano dal 120% al 240% delle imposte dovute, riducibili tramite lo strumento del ravvedimento operoso se si provvede spontaneamente con un ritardo contenuto.
Chi è esonerato dall'obbligo
Non sempre la dichiarazione è obbligatoria. I figli e il coniuge sono esonerati dall'obbligo di presentazione qualora si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:
- L'eredità sia devoluta interamente al coniuge e ai parenti in linea retta (tra cui i figli).
- L'attivo ereditario complessivo (denaro, titoli, beni) abbia un valore non superiore a 100.000 euro.
- Il patrimonio ereditario non comprenda beni immobili o diritti reali su immobili (come terreni o appartamenti).
Se nel patrimonio ereditato è presente anche una sola quota minima di un immobile (ad esempio, un garage o una frazione di terreno), la presentazione della dichiarazione di successione diventa sempre e comunque obbligatoria, a prescindere dal valore totale dell'eredità.
Come presentare la dichiarazione di successione nel 2026
Nel 2026, la presentazione della dichiarazione avviene esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente tramite i servizi online dell'Agenzia delle Entrate (utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS) oppure affidandosi a un intermediario abilitato, come un notaio, un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o un geometra/commercialista.
Documentazione richiesta
Per compilare correttamente la pratica, i figli devono raccogliere diversi documenti:
1. Il certificato di morte del genitore.
2. La copia dei documenti d'identità e dei codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi.
3. Lo stato di famiglia storico del defunto per individuare tutti i possibili chiamati all'eredità.
4. L'estratto dell'eventuale testamento pubblico o olografo registrato.
5. La certificazione della banca o della posta relativa ai saldi e al valore dei titoli alla data del decesso.
6. Le visure catastali degli immobili di proprietà del defunto.
Una volta inviata la dichiarazione, l'Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta telematica e calcola le imposte dovute, che l'erede deve pagare tramite addebito diretto sul proprio conto corrente al momento dell'invio.
Le tasse di successione nel 2026: aliquote e franchigie per i figli
La legislazione italiana prevede un'imposta di successione le cui aliquote e franchigie variano in base al rapporto di parentela con il defunto. Per i figli, le condizioni rimangono particolarmente vantaggiose.
La franchigia di un milione di euro
Per i figli (e per il coniuge) è prevista una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun erede. Ciò significa che l'imposta di successione si applica solo sulla parte di eredità spettante al singolo figlio che supera il milione di euro.
Sulla parte eccedente il milione di euro, l'aliquota applicata è pari al 4%. Se l'erede è una persona con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104, la franchigia sale a 1.500.000 euro.
Le imposte sugli immobili ereditati
Anche se l'attivo ereditato è inferiore alla franchigia di un milione di euro e quindi non si paga l'imposta di successione, nel caso in cui vi siano case o terreni è necessario pagare le imposte di trasferimento immobiliare. Queste imposte si calcolano sul valore catastale dell'immobile e sono:
- Imposta Ipotecaria: pari al 2% del valore catastale.
- Imposta Catastale: pari all'1% del valore catastale.
Se uno dei figli eredita l'immobile e possiede i requisiti per adibirlo a propria abitazione principale (agevolazione "prima casa"), le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano in percentuale, ma vengono applicate nella misura fissa di 200,00 euro ciascuna.
Tabella delle aliquote e franchigie per la successione nel 2026
| Grado di Parentela con il Defunto | Franchigia Individuale | Aliquota sulla quota eccedente | Imposte Catastale e Ipotecaria sugli Immobili |
|---|---|---|---|
| Coniuge e Figli (Linea retta) | 1.000.000 € | 4% | 2% ipotecaria + 1% catastale (fisse a 200€ se prima casa) |
| Fratelli e Sorelle | 100.000 € | 6% | 2% ipotecaria + 1% catastale |
| Parenti entro il 4° grado | Nessuna | 6% | 2% ipotecaria + 1% catastale |
| Altri soggetti (estranei) | Nessuna | 8% | 2% ipotecaria + 1% catastale |
Lo sblocco dei conti correnti bancari del genitore
Alla notizia della morte del titolare di un conto corrente, la banca o l'ufficio postale procede immediatamente al congelamento cautelativo del conto e di tutti i depositi a lui intestati. Questa misura serve a tutelare gli eredi e lo Stato, evitando prelievi indebiti prima della definizione della successione.
Come sbloccare il conto
Per ottenere la liquidazione delle somme e la chiusura o il trasferimento del conto, i figli devono seguire una procedura specifica:
1. Richiedere alla banca il documento di consistenza patrimoniale, che attesta i saldi del conto alla data esatta del decesso (documento necessario per la dichiarazione di successione).
2. Presentare la dichiarazione di successione registrata (o la ricevuta di presentazione rilasciata dall'Agenzia delle Entrate) unitamente all'atto notorio o alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che individui gli eredi legittimi.
3. Se il conto era cointestato a firma disgiunta, teoricamente il cointestatario superstite potrebbe prelevare la propria quota (solitamente il 50%), ma molte banche congelano temporaneamente l'intero conto fino alla presentazione della dichiarazione di successione.
La voltura catastale degli immobili
Entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi devono presentare la domanda di voltura catastale presso l'ufficio del Territorio dell'Agenzia delle Entrate. La voltura serve ad aggiornare i registri immobiliari, modificando il nome del proprietario da quello del defunto a quello degli eredi. Questo passaggio è fondamentale per poter vendere l'immobile o per pagare correttamente le imposte locali come l'IMU.
FAQ
Entro quanto tempo i figli devono presentare la dichiarazione di successione?
I figli devono presentare la dichiarazione di successione entro e non oltre 12 mesi dalla data del decesso del genitore. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie commisurate al ritardo e alle imposte dovute.
Cosa succede ai conti correnti del genitore dopo la sua morte?
I conti correnti intestati o cointestati al defunto vengono congelati dalla banca non appena questa riceve notizia del decesso. Per sbloccare le somme e procedere alla loro divisione tra i figli e gli altri eredi, è necessario presentare alla banca la dichiarazione di successione telematica e un atto notorio che certifichi chi sono gli eredi legittimi.
Quante tasse paga un figlio sull'eredità dei genitori nel 2026?
Nel 2026, ciascun figlio beneficia di una franchigia di 1.000.000 di euro sul valore ereditato. Sulle quote che superano tale importo si paga un'aliquota del 4%. Se l'eredità comprende immobili, si pagano l'imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%), che si riducono a 200 euro ciascuna se l'immobile viene adibito a prima casa da uno degli eredi.
Si può rinunciare all'eredità del genitore per evitare i debiti?
Sì. Se il genitore defunto ha lasciato molti debiti (anche fiscali), i figli possono scegliere di rinunciare all'eredità entro 10 anni dall'apertura della successione (o entro 3 mesi se sono già nel possesso dei beni ereditari). La rinuncia deve essere effettuata con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale. In alternativa, si può accettare l'eredità con beneficio di inventario, che tiene separato il patrimonio del figlio da quello del genitore, limitando il pagamento dei debiti al solo valore dei beni ereditati.
